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Blocco del Metabolismo

Cosa fare per sbloccare il metabolismo lento e riprendere a perdere peso

Anche quando la dieta è adatta è normale che ci sia un blocco nella perdita di peso, in quanto l’organismo si adatta alla condizione calorica e di nutrienti. All’introduzione di meno calorie, il corpo reagisce con un adattamento metabolico e con un ridimensionamento dell’omeostasi (equilibrio), in modo da garantire il corretto funzionamento dell’organismo in condizioni di carenza energetica. Di conseguenza, livelli ormonali e metabolici si abbassano per adattarsi al nuovo stato nutrizionale.

Questa situazione fisiologica di adattamento è appunto definita blocco metabolico: l’organismo non funziona di meno o peggio ma si è solamente adeguato alla nuova situazione dietetica tramite la regolazione ormonale metabolica.

Cause e conseguenze del blocco metabolico

La conseguenza primaria del blocco metabolico consiste nel non calare di peso per più settimane nonostante un regime ipocalorico. Più la dieta viene protratta uguale nel tempo e più è probabile che si verifichi uno stallo. Da qui, l’importanza dei controlli con lo specialista, in quanto può essere opportuno inserire dei brevi periodi in cui alzare le calorie e tornare in normocalorica per qualche giorno per poi ricominciare l’ipocalorica, in modo da non abituare l’organismo.

La leptina è uno dei principali ormoni della regolazione metabolica ed è secreta soprattutto dagli adipociti (cellule del tessuto adiposo). E’ un ormone che ha una funzione anoressizzante, con l’effetto, quindi, di riduzione del senso di fame. La leptina interagisce con gli ormoni tiroidei. Mentre si dimagrisce, il livello di leptina si riduce e per tornare a concentrazioni normali, sono necessarie almeno 72 ore in un regime normocalorico. Considerando le tempistiche, quindi, un solo pasto o giorno “sgarro” a settimana non è sufficiente per “rialzare” il metabolismo dato che si tratta di meno di 72 ore.

Ad una diminuzione degli ormoni tiroidei corrisponde un calo di questi meccanismi in cui sono coinvolti:

  1. stimolazione del metabolismo glucidico,
  2. abbassamento della sintesi di colesterolo e trigliceridi
  3. diminuzione del peso corporeo
  4. aumento della frequenza cardiaca, della contrazione muscolare e del ritmo respiratorio
  5. incremento della sensazione di fame.

Che riflessione fare?

Se non dimagrisci più non hai il metabolismo lento (concetto che non esiste in nessun libro di biochimica o fisiologia), ma sei in una fase fisiologica di adattamento metabolico conseguente al deficit calorico.

Come affrontare questa fase di adattamento fisiologico?

La prima cosa da fare quando qualcosa non funziona e la condizione si protrae da tempo è cambiare:

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose” cit. Albert Einstein

L’organismo viene stravolto da repentine modifiche, quindi la seconda cosa da fare è essere graduale: l’assetto metabolico così si troverà di fronte ad una nuova situazione, che non è quella di prima ma non è nemmeno così diversa dal non essere in grado di gestirla. Poco alla volta si può così portare il metabolismo ad essere più efficiente ed efficace nell’ottica della ripresa del calo ponderale.

I carboidrati sono il nutriente fondamentale per alzare il metabolismo: ad un alto livello di zuccheri presenti nei depositi dell’organismo corrisponde un innalzamento degli ormoni tiroidei e delle loro funzioni prima elencate.

Una buona strategia nutrizionale (da valutare singolarmente) è la dieta low-carb, che tramite un basso introito glucidico insegna all’organismo a sfruttare i grassi piuttosto che i carboidrati con una conseguente riduzione dell’insulino-resistenza.

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